Guida di Viaggio a Furong, la Città dell’Ibisco
Indice
Dove si trova Furong e come inserirla nel tuo itinerario in Cina

Iniziamo col dirti che Furong non è in realtà il nome originario di Furong. Sì, perché questo nome —芙蓉镇, Fu Rong Zhen, che significa Città dell’Ibisco — è stato ufficialmente assegnato a Furong solamente nel 2007, in connessione al film del celebre regista cinese Xie Jin, che proprio qui, nel 1986, girò il film Hibiscus Town (Fu Rong Zhen), tratto dall’omonimo romanzo di Gu Hua, che la rese poi famosa in tutta la Cina.
In precedenza, Furong era infatti chiamata Wangcun – ovvero, il Villaggio del Re; questa operazione di rebranding ci fa anche pensare alla storia di un’altra città, Shangri-la, di cui parliamo nella nostra guida di viaggio dedicata allo Yunnan.
Furong si trova nella Contea di Yongshun, all’interno della Prefettura Autonoma Tujia e Miao di Xiangxi, nella provincia dell’Hunan. Geograficamente sorge lungo la strada che collega Zhangjiajie alla famosa città antica di Fenghuang. Proprio per questa sua posizione, la visita a Furong rientra quasi sempre in un unico itinerario combinato insieme alle tre attrazioni principali del distretto di Zhangjiajie: la Montagna Tianmen (con la sua lunga funivia e la Porta del Cielo), il Grand Canyon di Zhangjiajie (famoso per il ponte di vetro) e il parco nazionale di Wulingyuan (le vette che hanno ispirato Avatar).
E ancora un’altra analogia sorge spontanea quando si pensa all’appellativo attribuito a Furong: «l’antica città millenaria sospesa su una cascata», che ci ricorda di un altro insediamento millenario: il «Villaggio Bai Millenario» di Nuodeng, in Yunnan, che ti consigliamo vivamente di esplorare.
Città antica o città scenica? La giusta prospettiva per visitare Furong

La prima cosa che ti vogliamo dire relativamente a Furong è che, a nostro avviso, il modo migliore di gustarsi la visita è di fare completamente astrazione dal fatto che Furong sia una città antica. Sembra paradossale – anche perché, come ti racconteremo più avanti – Furong è di fatto una città antica e come tale viene presentata un po’ ovunque: «Furong Ancient Town», appunto.
Ti diciamo questo perché, come spesso accade in Cina laddove il nome di una città viene associato alle parole «città antica», di antico resta bene poco, essendo tutto molto ricostruito e molto commerciale. Cosicché il concetto di borgo storico perfettamente preservato mal si attaglia a realtà come quella di Furong, o della vicina Fenghuang, anch’essa una delle tappe classiche di un itinerario che include Zhangjiajie e Furong.
Questo aspetto, insieme al concetto di «area scenica», come a Ink Voyages teniamo a precisare quando parliamo del turismo esplorativo in Cina, è molto importante quando si visita la Cina, se non altro per avere la giusta prospettiva su ciò che vedrai.
Sia chiaro: esistono dei luoghi ancora genuinamente «antichi», come per esempio il Villaggio di Pietra di Baoshan in Yunnan, o dei luoghi genuinamente «remoti», come i Monti Yin in Mongolia Interna, ma si tratta di destinazioni fuori dai circuiti turistici principali. Di norma, se inizi a vedere molti reel su Instagram relativamente a un posto «antico e autentico» – a una «gemma nascosta» – considera che molto probabilmente già rientra nella categoria delle «città antiche» non più così antiche e dei posti «nascosti» non più così nascosti…
Con questo, tuttavia, non vogliamo assolutamente sconsigliarti di visitare Furong, anzi! A differenza di altre «città antiche» – che a nostro avviso restano esclusivamente delle trappole turistiche – Furong è un posto davvero scenografico, che ti lascia genuinamente a bocca aperta, soprattutto di sera.
Ed è dalla piattaforma panoramica di fronte alla cascata che questa città da il meglio di sé: ammirare la città illuminata d’oro e puntinata da lanterne rosse che si estende tutt’intorno alla cascata illuminata come abbracciandola è, onestamente, mozzafiato.
In questo senso, pensa alla tua visita a Furong come alla visita a una «città scenica», più che a una «città antica». In questa prospettiva, secondo noi, ci si gode molto di più l’esplorazione, perché si parte con i presupposti giusti: non più quelli storico-archeologici, bensì quelli – altrettanto legittimi – estetico-scenografici, basati sulla pura piacevolezza di uno dei luoghi visiamente più belli e affascinanti che tu possa scoprire.
Questo stesso discorso si applica anche alla Valle di Wangxian, a Shangrao, che è un altro dei posti più scenografici che tu possa trovare in Cina. Un vero piacere per gli occhi! E se sei interessato a scoprire altre destinazioni in Cina, puoi anche esplorare qui il nostro catalogo di viaggi privati, che racchiude tre collezioni di itinerari personalizzabili in base alle tue preferenze di viaggio.
Cosa vedere a Furong: i punti salienti del percorso

Entriamo dunque a Furong! Durante la nostra ultima visita, il sistema d’ingresso era ancora un po’ tortuoso. Non basta avere già i biglietti per entrare nell’area scenica: devi comunque andare al centro turistico, presentare il passaporto ed effettuare una scansione facciale. Dopo di che, puoi andare ai tornelli dell’ingresso e, finalmente, entrare. (Considera inoltre che, anche prima di arrivare alla piattaforma panoramica da cui potrai ammirare Furong in tutta la sua bellezza, dovrai ripassare attraverso altri tornelli).
La visita della città è di per sé molto semplice e non richiede spiegazioni particolari. Ci sono molte indicazioni e, sopratutto, è tutto davvero molto intuitivo. Qui sotto, ti descriviamo i punti salienti di una visita a Furong:
- La cascata di Furong: Larga circa 40 metri e con un salto complessivo di 60 metri distribuito su due livelli, è la cascata più grande della regione dell’Hunan occidentale. È possibile camminare lungo un percorso ricavato nella roccia dietro la tenda d’acqua (la Grotta della Tenda d’Acqua).Se decidi di farlo…preparati a inzupparti!
- Palazzo del Re Tusi: Eretto a picco sulla scogliera accanto alla cascata, questo palazzo in legno era la residenza estiva dei governatori Tujia, di cui ti parleremo più sotto. L’architettura, perfettamente adattata al territorio, è caratteristica dello stile tradizionale locale.
- L’Architettura Tujia – Diaojialou: Il tessuto urbano è dominato dalle tipiche case in legno a palafitta (Diaojiaolou), ancorate alle pareti rocciose e ai declivi, con tetti dalle gronde rialzate e balconi sbalzati sulle cascate e sul fiume.Questo stesso stile archittetonico si trova a Hongya Cave, a Chongqing.
- Strada lastricata Wuli: Una via pedonale antica di oltre 2,5 km, interamente pavimentata in lastre di pietra verde, che è la strada principale comparsa nel film Hibiscus Town.
- Pilastro di Bronzo di Xizhou: Un reperto storico protetto a livello nazionale. Cast nel 940 d.C., fu eretto dal re di Chu e dal chieftain Peng Shichou a seguito della guerra di Xizhou per sancire l’alleanza e delimitare i confini di sovranità politica.
Oltre lo scenario: la storia del Regno Tusi e dell’etnia Tujia

Prima di augurarti una buona visita a Furong, vogliamo però condividere con te qualche informazione in più relativa alla storia di questa città. Come avrai capito dai riferimenti qui sopra all’etnia Tujia, nonché al pilastro di bronzo di Xizhou, c’è una vera profondità storica nascosta dietro il lato scenografico di questa città.
I Tujia sono una delle etnie autoctone più antiche del sud-ovest della Cina (prevalentemente insediati tra Hunan, Hubei, Guizhou e Chongqing). Nel 910 d.C., Peng Shichou fu il condottiero Tujia che unificò le tribù Tujia dell’Hunan occidentale e stabilì la propria base di potere proprio a Wangcun (ora, Furong).
L’imperatore Han, attraverso il sistema dei Tusi, riconosceva una cosidetta «autonomia governata» ai capi etnici locali, che assicuravano stabilità nelle regioni più turbolente della Cina e che gli Han non riuscivano a controllare direttamente. Il sistema dei Tusi prevedeva dunque il riconoscimento di un capo locale, che giurava fedeltà all’imperatore, e che di fatto veniva lasciato a governare il suo territorio di riferimento.
La famiglia Peng governò il Tusi di Yongshun per oltre 800 anni e 35 generazioni, diventando una delle dinastie più longeve della storia cinese. La storia del pilastro di bronzo menzionato qui sopra ha le sue origini proprio in questi complicati equilibri tra le etnie locali e gli Han, che erano tutt’altro che stabili.
Nel 939 d.C., scoppio una feroce guerra tra i Tujia governati da Peng Shichou e uno dei regni Han confinanti, governati da Ma Xifan, il governante dello stato di Chu. Dopo sanguinose battaglie, nel 940 d.C., fu infine stabilita un accordo: un pilastro di bronzo di 2.500 kg fu piantato a Furong lungo le rive del fiume nel sito dell’antica battaglia, come simbolo di pace.
Sulla sua superficie, fu inciso l’intero testo del trattato di pace, che stabiliva formalmente l’autonomia del territorio Tujia, diventando una delle prime «carte costituzionali» di autonomia etnica della Cina. Il Pilastro di Bronzo di Xizhou è oggi custodito all’interno dell’apposito padiglione museale situato nel centro storico di Furong,ed è riconosciuto come Patrimonio Culturale Protetto a Livello Nazionale.
Se sei interessato ad approfondire la complessità etnica della Cina, che è composta da 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti, puoi anche scoprire qui lo Yunnan e i suoi itinerari di viaggio: una regione che da sola ne contiene ben 25.
E con l’aggiunta di questo bagaglio storico, sei infine pronto a partire! Dal team di Ink Voyages, non ci resta che augurarti buon viaggio! Se desideri esplorare questo Paese straordinario in profondità, puoi inoltre guardare qui i nostri itinerari consigliati per viaggiare in Cina.




