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Guida di Viaggio allo Xinjiang del Nord

In questo guida, ti porteremo a esplorare le terre settentrionali dello Xinjiang. Nelle vaste praterie dove ancora si conservano le antiche usanze di popolazioni nomadi, ti sarà facile riscoprire un profondo legame con la natura e uno stile di vita che si connette intimamente al ritmo delle stagioni.


Guida di Viaggio allo Xinjiang del Nord

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Indice

In questo guida, ti porteremo a esplorare le terre settentrionali dello Xinjiang. Nelle vaste praterie dove ancora si conservano le antiche usanze di popolazioni nomadi, ti sarà facile riscoprire un profondo legame con la natura e con uno stile di vita che si connette intimamente al ritmo delle stagioni.

Visitando questi luoghi, scoprirai inoltre quanto la Cina possa essere diversificata e distante dalle immagini tradizionali che probabilmente ti vengono subito in mente quando si parla di questo Paese.

Di seguito, condivideremo con te ciò che rende lo Xinjiang del nord speciale per noi di Ink Voyages, conducendoti attraverso le destinazioni che più ci hanno colpito.

Se ti interessa, nel capitolo precedente di questa guida, abbiamo parlato dello Yunnan – la regione più multiculturale della Cina. Se vuoi, puoi leggere qui l’articolo.

Se vuoi anche scoprire quali sono i nostri consigli pratici per come viaggiare in Cina, puoi trovare qui la nostra guida, che ti permetterà di avere un’esperienza senza intoppi e di preparare al meglio la tua esperienza di viaggio.

Introduzione allo Xinjiang del Nord

Guida di Viaggio allo Xinjiang del Nord

Lo Xinjiang è una terra sorprendentemente contrastante e diversificata, sia dal punto di vista paesaggistico che culturale – nonché vastissima. Considera che, da solo, esso rappresenta 1/6 dell’intera Cina!

Mentre il sud ti affascinerà per i suoi terreni aspri e le vaste distese desertiche, il nord dello Xinjiang è una terra dove potrai esplorare praterie sconfinate, valli alpine e laghi color zaffiro.

Al nord, l’etnia predominante è quella Han, sopratutto concentrata nei centri urbani, Tuttavia, quando ti addentri nel territorio, incontrerai frequentemente volti e tradizioni di provenienza kazaka e mongola, e noterai la presenza di uno stile di vita nomade o semi-nomade, rappresentato al meglio dalle yurte bianche che puntinano le valli di queste zone remote.

Ti consigliamo di visitare in primavera ed estate per le fioriture e la natura rigogliosa, in autunno per ammirare i colori dorati accendere il paesaggio di un fascino magico. Se non sei eccessivamente intimorito dal freddo di montagna, puoi anche considerare di viaggiare e visitare in inverno, per godere dell’incanto della neve, nonché di ottimi impianti sciistici presenti nell’area.

Una nota pratica per il tuo viaggio: le distanze di questa regione sono molto impegnative, in linea con la vastità del suo territorio, cosicché spostarsi tra un luogo e l’altro può richiedere di per sé uno sforzo di guida importante (anche fino a 8 ore). I paesaggi che attraverserai sono molto belli, e se ti piacciono le vacanze on the road in zone ancora sconosciute al turismo internazionale, lo Xinjiang può essere la destinazione ideale.

Se vuoi vedere il nostro documentario introduttivo sullo Xinjiang, puoi cliccare qui. Per altre idee di esplorazione on the road, puoi anche guardare il nostro catalogo di viaggi in Cina.

I nostri luoghi preferiti dello Xinjiang del Nord

Lago Tianchi

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A circa due ore d’auto da Urumqi – di cui parleremo nella guida dedicata allo Xinjiang del sud, essendo quest’ultima essenzialmente di cultura uigura – si trova il lago Tianchi, che consideriamo un po’ come la porta di ingresso allo Xinjiang settentrionale, perché ti introdurrà al tipo di bellezza alpina tipico di questa parte della regione.

Una nota d’attenzione: il lago è bellissimo, uno zaffiro incastonato tra le montagne. Tuttavia, non immaginare di ritrovarti in un contesto naturale selvaggio. Al contrario, considera che il lago si trova all’interno di un’area protetta, che è stata definita per regolare i flussi turistici ed evitare impatti ambientali. Quando arriverai al parcheggio, dovrai quindi lasciare la tua auto e continuare su un bus ecologico che ti porterà fino al lago percorrendo una strada panoramica.

In Cina, un tale approccio è davvero necessario, in considerazione dei grandi volumi di persone presenti sul territorio, che devono essere gestiti con perizia. Non stupirti dunque se questo schema si ripeterà anche in altri luoghi che visiterai, e considerà che è l’unico modo possibile per preservare il contesto naturale.

Kanas, Hemu e Baihaba

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Nella provincia dei monti Altai, raggiungibile direttamente in aereo da Urumqi (Burqin Kanas Airport (KJI) – oppure in auto, passando per Fuyun e mettendo in conto due giorni di guida.

Il lago di Kanas si trova all’interno di un contesto naturale alpino stupendo, è uno dei luoghi più spettacolari del nord Xinjiang, e ha meritato l’epiteto di “paradiso dei fotografi”, offrendo numerosi punti panoramici da cui è possibile scattare foto spettacolari.

Per il pernottamento, vi sono alcune strutture direttamente all’interno dell’area scenica, alcune anche con vista lago davvero belle, oppure è possibile pernottare a Jiadengyu, da cui si può poi prendere un comodo autubus fino a Kanas.

Attenzione: questa destinazione è letteralmente presa d’assalto in alcuni momenti dell’anno, incluso agosto. Per esperienza diretta, lasciaci dire che, se decidi di visitare in uno di questi periodi, devi prepararti a un’esperienza che è di per sé anche antropologica: scoprirai infatti cosa intendono i cinesi con l’espressione: rén shān rén hǎi (traduzione: persone come montagne, persone come il mare; “un mare di gente”) – che va presa in senso stretto quando si tratta di confrontarsi con i flussi turistici dei locali.

Ti segnaliamo anche la possibilità di fare rafting nell’area, che ti regalerà una “mezz’ora” adrenalica su acque spumeggianti. Per essere precisi, la mezz’ora di rafting – come viene venduta dal provider del parco – dura 30 minuti solo se consideri anche il tempo che impiegherai per prepararti e poi tornare al campo base con il pullmino dedicato. Diciamo che i 30 minuti sono un po’relativi… Resta comunque una bella avventura da inserire all’interno della tua esplorazione del parco.

Hemu e Baihaba sono due villaggi vittime della loro stessa fama, in cui le tradizioni sono ormai inscindibilmente legate al fiorente turismo che si sta sviluppando nell’area. Del resto, è comprensibile che il fascino di queste destinazioni attiri sempre più turisti locali, permettendo ai residenti, di etnia Tuwa, di integrare i proventi del turismo nel perimetro della loro economia. Bisogna dire che questo consente anche una maggior fruibilità della vita del villaggio ai suoi visitatori, che possono pernottare direttamente in alcune delle case locali, convertite in guesthouse.

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Interessante sapere che questo gruppo, i Tuwa, che fa parte della minoranza mongola, ma che ha radici proprie, secondo la leggenda, sarebbe direttamente discendenti di soldati mongoli lasciati da Gengis Khan a presidio di questi luoghi nel corso delle sue conquiste.

All’interno di questi villaggi, ti troverai circondato da casette con il tetto a punta, costruite per mezzo di tronchi sovrapposti, che si abbinano perfettamente al paesaggio boschivo circostante. Se hai la fortuna di visitare quando non ci sono troppi turisti, ti troverai piacevolmente immerso in un’atmosfera fiabesca, soprattutto in autunno, quando gli alberi intorno ai villaggi si tingono in modo spettacolare dei colori del fuoco.

Una delle cose che ci piace di più di quest’esperienza, e che di solito non viene menzionata, è che la strada per raggiungere Baihaba è di per sé un’attrazione scenica. Ti troverai infatti a percorrere un paesaggio incontaminato, incontrando alle volte animali al pascolo che attraverseranno la tua strada, e minuscoli centri abitativi che – in un universo parallelo – potrebbero essere a loro volta novelli Hemu o Baihaba. Per volere della sorte, invece, restano nell’anonimato, conservando intatto il fascino del remoto.

Ricordati infine che, per entrare a Baihaba, occorre avere un permesso speciale (border defense permit). Puoi ottenerlo in loco, oppure, ti possiamo aiutare ad ottenerlo a Shanghai, prima della tua partenza per lo Xinjiang. È divertente notare che quando qualche anno fa abbiamo ottenuto il nostro primo permesso, l’ufficiale che ce lo ha rilasciato a Shanghai, consegnandolo, ci ha detto: “Questo è il permesso, però non posso garantirvi che venga accettato in loco”. Fortunatamente, ha funzionato bene fin dalla prima volta! Per curiosità, sappi infine che anche i cittadini cinesi devono richiederlo se vogliono entrare in alcune aree in Xinjiang, tra cui proprio Baihaba, per l’appunto.

Se sei interessato alla scoperta di villaggi remoti, puoi guardare qui il nostro catalogo di viaggi privati, che offre l’opportunità di un’esplorazione approfondita della Cina più autentica. E per una panoramica di altri villaggi remoti in Cina, abbiamo preparato qui un breve video per te.

La Città Fantasma di Karamay (parte non turistica)

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ghost city karamay

Dopo la visita dei panorami alpini dei monti Altai, dirigiti a sud verso la città petrolifera di Karamay. Quello che ci piace condividere di questo posto è la sua “città fantasma” – una zona situata a pochi chilometri da Karamay – e più precisamente la parte sua non turistica – alla quale è ancora possibile accedere evitando le code, gratuitamente, e trovandosi a tu per tu con il paesaggio desertico di quest’area desolata. Dopo tutto il verde e l’azzurro della contea di Altai, troverai qui un’inattesa discontinuità.

È davvero divertente guidare la tua 4×4 sul terreno sterrato, alzando nuvole di polvere dal terreno sgretolato, e sfilare tra gli speroni di roccia che spuntano come funghi e sui quali è possibile arrampicarsi per osservare il paesaggio.

Gustati il momento ma – fai attenzione a non allontanare troppo, e soprattutto non prendere deviazioni troppo ardite: questa zona è famosa per aver intrappolato molteplici intrepidi guidatori, che si erano immedesimati un po’troppo nel ruolo di piloti di rally.

Praterie di Narati, Qiongkushutai, e Campi di Lavanda di Ili

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La Valle di Ili è il cuore verde dello Xinjiang del nord, un luogo dove le praterie si estendono a perdita d’occhio, interrotte solo da yurte bianche e mandrie al pascolo.

La Prateria di Narati (o Nalati) è tra le più belle della Cina, con vasti tappeti verdi, foreste di abeti e picchi innevati sullo sfondo. Come per altre aree sceniche, dovrai prendere un bus ecologico interno per raggiungere i punti più panoramici, ma ne vale assolutamente la pena.

Come per Kanas, la zona attrae moltissimi turisti cinesi. Occorre organizzarsi con anticipo se si vuole accedere alla prateria in alta stagione, e prepararsi a fare qualche coda. In generale, considera comunque che l’organizzazione cinese è molto efficiente – soprattutto se si pensa ai volumi di persone che devono essere gestite. Con un po’di pazienza riuscirai a gustarti la prateria.

Considera inoltre che il turismo in Xinjiang è esploso soltanto negli ultimi anni. In un certo senso, si può dire che i turisti abbiano preceduto lo sviluppo delle strutture ricettive e dei servizi, e che molti di questi siano oggi gestiti da persone che hanno riconvertito la loro vita di pastori locali.

Purtroppo, abbiamo notato che, soprattutto a Narati e a Kanas, i costi degli alberghi nei mesi di punta hanno raggiunto costi davvero eccessivi, senza tuttavia che vi sia stata un’adeguazione del servizio offerto ai clienti.

Senza nulla togliere alla bellezza di Narati – che al di là di qualche nota negativa connessa al contesto turistico, resta davvero un luogo d’incanto – quando si parla di praterie, la nostra preferenza va all’area di Qiongkushutai – un villaggio kazako immerso in un contesto alpino da fiaba, con casette di legno tradizionali circondate da praterie e ruscelli.

Quest’area è meno turistica di altri posti, essendo situata più in profondità nel cuore della valle di Ili, nella contea di Tekes, e regala un’atmosfera di pace assoluta, perfetta per chi cerca un contatto più intimo con la natura e la cultura locale. Anche lo scenario per raggiungerlo è di per sé tanto scenografico quanto la destinazione!

Insomma, se hai tempo, visita entrambi questi luoghi, che offrono uno spettacolo naturale in grado di ispirare un forte senso di libertà, come se, almeno per qualche giorno, diventassi anche tu un nomade delle praterie.

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Se invece preferisci scegliere, per questioni di tempo, di budget, o entrambe, ti consigliamo l’area di Qiongkushutai, perché offre un’esperienza più autentica, meno turistica, rispetto a Narati.

Infine, per un tocco romantico, esplora i campi di lavanda di Ili (soprattutto intorno a Huocheng) che trasformano la valle in un mare viola a metà giugno-luglio. Il profumo è inebriante, e i campi si estendono fino alle montagne, creando un contrasto incredibile. In quest’area, che si è specializzata nella produzione della lavanda, vi sono vere e proprie “fattorie di lavanda”, che ti permettono di immergerti nei campi fioriti, noleggiare una piccola vettura elettrica per esplorare l’area, acquistare souvenir locali profumatissimi. Il focus sull lavanda ha valso alla zona il soprannome di “Provenza dello Xinjiang” – ed è davvero meritatissimo.

Qualora fossi un po’in ritardo rispetto alla stagione della fioritura, considera che ancora nella seconda metà di agosto, vi sono alcune fattorie che ritardano la raccolta di alcune zone fiorite per permettere ai turisti di fare comunque un’esperienza – sebbene parziale – dei campi in fiore.

Lago Sayram

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Conosciuto come “l’ultima lacrima dell’Atlantico” per la sua acqua purissima, il Lago Sayram è un altro gioiello alpino dello Xinjiang del nord, incastonato tra le montagne Tian Shan a oltre 2000 metri di altitudine. Le sue acque cambiano colore dal turchese al blu profondo a seconda della luce, e intorno si estendono praterie fiorite in primavera ed estate.

È un luogo perfetto per una sosta rilassante: puoi passeggiare lungo la riva, fare un giro in barca, o semplicemente ammirare il panorama con le yurte kazake sparse intorno. In giugno-luglio, i fiori selvatici creano un tappeto colorato che rende il lago ancora più magico.

Le sistemazioni intorno al lago sono abbondanti e spaziano da autentiche yurte agli hotel tradizionali, con opzioni intermedie (hotel a forma di yurte), dove la forma delle tende nomadi è evocata o conservata, ma con un riguardo turisitico accentuato.

Tuttavia, se il budget te lo permette, il nostro consiglio e di visitare il lago durante il giorno, e di ritirarti poi più nell’entroterra, dove ti aspetta uno scenario naturalistico intatto, con la possibilità di riposarti in alloggi distanti dalla zona più turisitica del lago, che offrono un lusso inaspettato tra le montagne. Puoi trovare qui alcune foto del nostro hotel preferito.

Un punto di attenzione: soprattutto se ti dirigi verso l’entroterra, fai attenzione agli animali che attraversano la strada, tra cui potresti anche avvistare dei cammelli selvatici. Non solo, anche sulla strada che circonda il lago, soprattutto se arrivi di sera, vi possono essere attraversamenti di intere mandrie, che non è facile avvistare per tempo nell’oscurità.

In considerazione del fatto che occorre prendere un biglietto nel centro turistico situato all’ingresso per entrare nella zona del lago, ti consigliamo di arrivare nel primo pomeriggio, per avere il tempo di effetturare il check-in con calma ed evitare di guidare nel buio, essendo la strada intorno al lago scarsamente illuminata – o non illuminata del tutto in alcuni tratti.

Autostrada Duku (Parte nord: Dushanzi – Narati)

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L’Autostrada Duku è considerata una delle strade più spettacolari della Cina, e la sua parte settentrionale (da Dushanzi a Narati) è un vero condensato di meraviglie naturali. In poche ore di guida, passerai attraverso passi montani innevati, dense foreste e praterie verdeggianti.

Se ami i paesaggi epici e la sensazione di libertà della guida in zone remote, ti consigliamo davvero di percorrerla. Puoi anche consultare qui il nostro catalogo di viaggi organizzati, per esperienze esclusive on the road, tra cui l’esplorazione della Karakoram Highway in Xinjiang, e delle famose G318 e G317 in Sichuan.

Come dicono i locali, sulla Duku Highway, in un solo giorno puoi vivere le quattro stagioni, e godere di viste mozzafiato a ogni tornante. Attenzione però: la strada è aperta solo da giugno a settembre/ottobre, a causa della neve, e richiede una guida attenta (meglio con un driver esperto se non sei abituato a strade di montagna).

Lo sforzo per costruitre questa strada è stato enorme, ed è durato per un decennio. Questa è l’unica strada che collega lo Xinjiang del nord a quello del sud (Dushanzi a Kuqa), attraversando la dura barriera dei monti Tian Shan. Il costo di 168 vite umane dovuto a questa opera ingegneristica straordinaria, che le vale tutt’ora il nome di “Strada degli Eroi”, è rispettosamente ricordato con un monumento commemorativo lungo la strada, a Qiaoerma.

Grand Canyon di Anjihai

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Remoto, drammatico, spettacolare! Uno dei nostri luoghi preferiti in assoluto in Cina, questo canyon offre una combinazione di profondità e colori davvero fotogenici.

Solo recentemente, l’ingresso è stato strutturato nella forma di “attrazione turistica”, mentre fino a qualche anno fa era possibile esplorarlo in totale libertà. Durante una delle nostre esplorazioni, il team di Ink Voyages ha anche avuto modo di incontrare il giovane figlio del proprietario della terra su cui ora il governo ha costruito l’ingresso dell’attrazione, mentre sfrecciava in lungo e in largo su una moto per bloccare coloro che cercavano di accedere in punti non consentiti.

Ci ha spiegato che, anche in considerazione di comportamenti troppo spericolati di alcuni turisti, che si spingevano con l’auto proprio fino all’orlo del precipizio per scattare foto tanto belle quanto pericolose, la zona è ora più controllata. Resta comunque ancora largamente selvaggia, anche in considerazione dell’estensione del canyon stesso. Non perdetevi questo gioiello della natura!

Se sei interessato ad approndire, puoi guardare qui un nostro breve video che illustra un percorso nello Xinjiang del nord, oppure leggere qui tutti i dettagli di uno dei nostri itinerari consigliati.

Conclusione: Il Richiamo delle Praterie

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Lo Xinjiang del nord è una terra che invita all’esplorazione di paesaggi e culture che si intrecciano profondamente, suscitando un senso di profonda connessione tra uomo e natura. Vedere con i propri occhi le yurte che puntinano le praterie, dover attendere pazientemente che delle mucche si spostino dalla strada che stai percorrendo, camminare tra le vie di villaggi che sembrano usciti da una fiaba, significa diventare testimoni di una forma di vita antica e remota, che tutt’ora resiste caparbiamente alla modernità.

Se vuoi scoprire altri itinerari mirati a un’esplorazione approfondita e significativa della Cina, puoi guardare qui il nostro catalogo – che possiamo usare direttamente, oppure come base per creare insieme l’itinerario dei tuoi sogni.

Speriamo che le informazioni contenute in questa guida possano essereti utili per organizzare il tuo viaggio. Che tu scelga di viaggiare o meno con Ink Voyages, ti consigliamo vivamente di dedicare un capitolo delle tue avvenure nel mondo a questa terra straordinaria. Detto questo, non ti resta che preparare la valigia e iniziare il viaggio. Lo Xinjiang del nord ti sta già aspettando!