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Guida di Viaggio a Datong: Grotte di Yungang e dintorni

Visitare le grotte di Yungang è, più che un’esperienza turistica, un’esperienza di tipo spirituale. Senza esagerazioni, al primo incontro con queste statue mastodontiche, si rimane a bocca aperta. Durante la contemplazione di queste opere d’arte straordinarie, al cospetto dei volti serafici e delle loro pose meditative, ti senti infatti subito trasportato in un tuo piccolo…


Guida a Datong: Grotte di Yungang, Tempio Sospeso e Muro dei Nove Draghi

Indice

La Soglia delle Steppe: Perché Datong Vale il Viaggio

yungang grottoes datong

Cosa ci fanno le grotte buddiste più belle della Cina (titolo conteso da quelle di Dunhuang e di Longmen) in un luogo in cui, pochi decenni prima dell’inizio della loro costruzione, proprio il Buddismo era stato bandito, e tutti i suoi simboli messi a ferro e fuoco?

Parlare di Datong, una città che si trova nel nord dello Shanxi, a circa 300 chilometri a ovest di Pechino (raggiungibile comodamente in circa due ore di treno ad alta velocità) e che conta oggi circa 3,1 milioni di abitanti, per il team di Ink Voyages significa infatti innanzitutto parlare delle spettacolari grotte buddiste di Yungang.

Benché non vadano di moda sui social media tanto quanto il loro fratello spirituale – il Tempio Sospeso (Xuankong Si) – pensiamo infatti che siano esse il vero cuore pulsante di una visita a quest’area.

Da Perseguitati a Divinità: La Rinascita Imperiale del Buddismo

Grotte di Yungang a Datong

Per capire dunque perché siano state costruite queste grotte, occorre innanzitutto gettare uno sguardo storico su Datong. E un buon punto per cominciare a raccontare l’articolata storia di Datong è raccontare che, prima ancora di chiamarsi così, Datong si chiamava Pingcheng, ed era stata eretta come avamposto militare sotto la dinastia Qin, per contenere le incursioni dei Xiongnu, una confederazione nomade delle steppe, che per decenni effettuò incursioni nei territori Han lungo la frontiera dei Monti Yin.

In seguito, essa divenne la capitale della dinastia dei Wei del Nord (386–534 d.C.), una dinastia di provenienza mongola (etnia degli Xianbei, clan Tuoba) che aveva unificato sotto il suo controllo tutta la Cina settentrionale, dopo un lungo periodo di instabilità politica (periodo dei Sedici Regni).

Quando ti trovi davanti alla maestosità serafica dei Buddha di Yungang, considera dunque che la dinastia dei Wei del Nord iniziò all’insegna della persecuzione del Buddismo, poiché esso veniva individuato come un ostacolo alla costituzione del loro potere: i monasteri erano diventati entità ricchissime ed esenti dalle tasse che fungevano da rifugio per migliaia di uomini desiderosi di sottrarsi alla leva militare, minando di fatto le basi economiche e belliche dello stato nascente.

La riabilitazione del Buddismo avvenne con l’imperatore Wencheng (452 – 465 d.C.), che decise di adottare un approccio radicalmente opposto. A partire dalla constatazione della persistenza del Buddismo nonostante la repressione, nonché intuendo il rischio di disgregazione sociale implicato dall’approccio frontale e antagonistico, decise di trasformarlo in ideologia di stato.

I Volti di Yungang: Giganti di Pietra Sulla Via della Seta

buddha emerging from stone yungang

Il Buddismo divenne lo strumento culturale di coesione del regno, e le grotte di Yungang non sono che l’emanazione più grandiosa di questa mossa politica. Il monaco Tanyao, consigliere dell’imperatore Wencheng – con una mossa che ha una lunga tradizione storica – elaborò la dottrina secondo cui l’imperatore in carica era la reincarnazione del Buddha. Attraverso questa identificazione, venerare Buddha diventava quindi l’equivalente di un atto di fede nei confronti dell’imperatore e della dinastia dei Wei del Nord.

Quando ti trovi di fronte alle cinque grotte che vanno dalla numero 16 alla numero 20, considera che i Buddha che ti trovi davanti erano stati creati proprio per rappresentare fisicamente i primi cinque imperatori Wei del Nord, incluso l’imperatore persecutore, Taiwu, a cui fu magicamente pulita la lunga fedina penale accumulata nei confronti del Buddismo.

Un altro aspetto culturalmente interessante è la progressiva sinizzazione delle fisionomie dei Buddha: noterai infatti che, ai primi Buddha con lineamenti spiccatamente occidentali e di influsso indo-greco (visi squadrati, nasi affilati e drappeggi classici), si susseguono altri che adottano progressivamente fattezze marcatamente cinesi Han (volti più allungati, lievi sorrisi e abiti monastici a maniche ampie), a dimostrazione dell’addomesticamento progressivo di un elemento culturale esogeno, di provenienza appunto Indiana, che aveva penetrato la Cina attraverso il Tibet e la Via della Seta.

Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi anche leggere qui il nostro articolo sul monastero di Dongzhulin, in cui riassumiamo l’affascinante storia della diffusione del Buddismo nelle regioni del Tibet e del Kham.

Per noi di Ink Voyages, visitare le grotte di Yungang è, più che un’esperienza turistica, un’esperienza di tipo spirituale. Senza esagerazioni, al primo incontro con queste statue mastodontiche, si rimane a bocca aperta. Durante la contemplazione di queste opere d’arte straordinarie, al cospetto dei volti serafici e delle loro pose meditative, ti senti infatti subito trasportato in un tuo piccolo Nirvana. Questo, se hai la fortuna di visitare senza essere circondato da altri turisti, un fattore che impatta in modo problematico il tuo percorso di illuminazione.

Per visitare l’area, considera che il sito archeologico si trova a circa 16 km a ovest del centro di Datong, richiede mediamente tra le 3 e le 4 ore di esplorazione, ed è composto da ben 252 grotte che ospitano oltre 51.000 statue incastonate nella pietra, tra cui le più spettacolari sono indubbiamente le Grotte di Tanyao (16-20).

La cosa che spiace di più quando si ammira tanta bellezza artistica è che, dai resti di colore che affiorano da alcune pareti, ci si rende conto che quello che vediamo ora è in realtà l’immagine pallida della bellezza che doveva avere questo complesso buddista quando era nel fiore degli anni.

Resta ad ogni modo un’esperienza straordinaria. E, per essere sinceri, per noi questo è anche l’unico vero ed imprescindibile motivo per consigliare una visita a Datong. Se ti affascinano le grandi statue buddhiste scolpite nella roccia, puoi approfondire il tema anche durante un viaggio nel Sichuan, dove si trova il Grande Buddha di Leshan, una delle più impressionanti opere monumentali del Buddismo cinese.

In Bilico sul Canyon: L’Ingegneria del Tempio Sospeso (Xuankong Si)

hanging temple datong

Un altro dei luoghi chiave di Datong – forse il più famoso – è il Tempio Sospeso (Xuankong Si). Come le grotte di Yungang, anch’esso non è però esattamente situato in Datong, ed occorre guidare per circa 65 chilometri a sud-est (un tragitto di un’ora e mezza circa) per raggiungerlo, incastonato com’è nella profonda gola del canyon di Jinlong.

Per questo, se stai mettendo in conto di vedere sia il tempio che le grotte, e includere al contempo una visita della città, devi mettere in conto di passare due giorni, intensi, a Datong. Iniziamo subito col dirti che, a nostro avviso, non è spettacolare come le grotte. Resta comunque una testimonianza importante del clima storico-culturale che abbiamo appena descritto.

Poco prima che la capitale della dinastia dei Wei del Nord fosse spostata più a sud, a Luoyang (494 d.C.), seguendo il movimento di una progressiva integrazione tra gli Xianbei e gli Han, secondo la leggenda, il monaco Kou Qianzhi, prima di morire, diede istruzioni per la costruzione di un santuario sospeso e protetto dal rumore del mondo.

Il Tempio Sospeso fu edificato nel 491 d.C., e si è evoluto nel tempo diventando un tempio sincretistico: da simbolo del buddismo di stato, ha anche accolto al suo interno le statue di Confucio e Laozi, rispettivamente i fondatori del Confucianesimo e del Taoismo.

Una cosa interessante da sapere è che, nonostante l’illusione ottica, per cui sembra che il tempio sia appoggiato su dei pali verticali, in realtà, l’intero peso dei padiglioni poggia in sicurezza su ingegnose travi orizzontali di pino incastrate in profondità nella solida roccia viva della montagna; i pali verticali furono aggiunti secoli dopo soltanto con funzione di supporto psicologico, visivo e per garantire maggiore stabilità sismica.

Una nota pratica: se decidi di visitare il Tempio Sospeso, ricordati che il biglietto di entrata non è automaticamente quello che ti permette di salire fino al tempio. Il biglietto di base ti permette infatti di accedere all’area scenica, rimanendo però soltanto nella parte sottostante. Per salire fino al tempio, occorre invece prendere il «boarding ticket», che consente di effettuare una visita completa. Se visiti in alta stagione, preparati a code lunghissime…

Un Miracolo in Legno Millenario: La Pagoda di Yingxian

yingxian pagoda datong

Un altro edificio storico associato a Datong, che però non si trova esattamente a Datong, è la pagoda di Yingxian. Costruita nel 1056 durante la dinastia Khitan dei Liao, questa torre monumentale alta oltre 67 metri detiene il primato di pagoda interamente in legno più antica e alta del mondo.

Ciò che la rende un miracolo dell’ingegneria antica è l’essere stata assemblata senza utilizzare nemmeno un singolo chiodo di metallo, bensì sfruttando il dougong, un complicatissimo sistema di mensole elastiche a incastro che le ha permesso di assorbire l’urto di innumerevoli terremoti millenari.

Si tratta di un edificio storico davvero impressionante. Come per le grotte e per il tempio, bisogna mettere in conto un po’ di impegno logistico per visitarlo. A nostro avviso, merita più del Tempio Sospeso e conserva un fortissimo fascino storico.

Oltre le Mura: Cosa Resta della Datong Storica

nine dragon walls

Dopo aver girato intorno a Datong, nella parte finale di quest’articolo ti portiamo infine dentro alla città storica. L’ordine, a dire il vero, non è casuale. In effetti, a nostro avviso Datong è più che altro una comoda base d’appoggio per visitare le grotte, più che un centro d’interesse in quanto tale.

Come è nostra abitudine, e in linea con la filosofia del «turismo esplorativo» che ci contraddistingue, ci teniamo infatti a metterti in guardia contro gli aspetti problematici della trasformazione turistica di alcune zone. Per un’esplorazione senza intoppi e brutte sorprese, puoi anche scoprire qui i nostri viaggi privati consigliati, che possiamo personalizzare in base alle tue preferenze di viaggio. Ad ogni modo, visto che sei arrivato fin qui, prenditi quanto meno il tempo per visitarne le parti che sono restate genuinamente antiche, che sono di per sé molto belle.

Bisogna innanzitutto dire che la Datong di oggi è il risultato di un enorme progetto di ricostruzione urbanistica e riedificazione filologica del territorio. Fino agli anni 2000, si presentava come un’inquinatissima città mineraria a vocazione carbonifera; ma a partire dal 2008 è partita una gigantesca opera per la quale sono stati demoliti interi quartieri moderni con lo scopo di ricreare in tutto e per tutto la grandiosa cinta muraria Ming e le architetture classiche.

In questo senso, essa è paragonabile alla Wangxian Valley di Shangrao, dove però il risultato estetico è stato nettamente superiore. Quando si visitano le cosiddette «città antiche» cinesi, come abbiamo spiegato nel nostro articolo su Furong Ancient Town, bisogna quasi sempre abbandonare la pretesa di «antichità», essendo queste ultime state per lo più ricostruite e attrezzate per il turismo.

Tuttavia, se luoghi come Shangrao, Furong e Fenghuang restano in fin dei conti delle città scenografiche – non dei borghi perfettamente conservati – ma comunque dei luoghi visivamente belli e spettacolari da visitare, nel caso del centro storico di Datong, a nostro avviso, non si può dire lo stesso: Datong è una città che contiene delle belle cose antiche, ma non è una città particolarmente bella da visitare.

Di seguito, ti riportiamo quelli che secondo noi sono i luoghi degni di nota:

  • Il Tempio Huayan e il Tempio Shanhua: due imponenti complessi religiosi in legno risalenti alle dinastie Liao e Jin, miracolosamente sopravvissuti con le loro statue e strutture millenarie originali.
  • Il Muro dei Nove Draghi: un magnifico capolavoro di epoca Ming in ceramica colorata e invetriata, che risulta per giunta più grande e antico di quello che potresti ammirare nella Città Proibita di Pechino.
  • Le Mura Cittadine: interamente ricostruite negli ultimi quindici anni, offrono tuttavia un’ottima opportunità per una passeggiata scenografica al tramonto. Per chiudere questo cerchio: se al termine del tuo tour a Datong volessi spostarti per visitare un altro borgo fortificato, potresti dirigerti verso sud e includere nel tuo viaggio anche la città di Pingyao.

Datong Vale il Viaggio? I Consigli Utili di Ink Voyages

Speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a decidere come organizzare il tuo viaggio in quest’area. Alla domanda se vale la pena di fare un giro a Datong la nostra risposta resta comunque affermativa, non fosse che per la meraviglia delle grotte di Yungang.

Un’opzione interessante potrebbe anche essere quella di non dormire a Datong, bensì di tenere come base Pechino, e di fare andata e ritorno in giornata, qualora per esempio decidessi di visitare solo le grotte.

Da Ink Voyages, ti auguriamo buon viaggio e ti invitiamo all’esplorazione dei nostri itinerari consigliati per scoprire la Cina.