Cosa vedere a Chongqing, la città più sorprendente della Cina
Parte 1: la bellezza stramba di Chongqing, tra fiumi, montagne e bunker
Indice
La bellezza stramba di Chongqing

A Ink Voyages, pensiamo che Chongqing abbia una bellezza speciale – di certo non classica e probabilmente anche un po’ stramba. Forse non è una città per tutti, perché le sue stranezze e spigolosità possono anche far storcere il naso ai visitatori che preferiscono un’urbanistica classica e più razionale.
Però Chongqing è anche capace di farti stupire come un bambino che guarda per la prima volta dentro un caleidoscopio, con la sua architettura «8D», le sue contorsioni, i suoi dislivelli inattesi e stupefacenti.
Eppure, quello che al primo sguardo può apparire irrazionale – un treno che entra in un palazzo residenziale, una piazza costruita sopra il tetto di un ospedale, edifici che ti teletrasportano dal piano terra al sedicesimo piano senza che tu abbia mai preso una rampa di scale – tutto questo, in realtà, risponde a una logica precisa e allo sforzo di questa megalopoli di installarsi su un territorio estremamente complicato. È una sfida rocambolesca contro fiumi e montagne che dura da decenni, e che ha finito per plasmare Chongqing come una delle città più affascinanti e sorprendenti della Cina (e forse di tutto il mondo).
Se vuoi vedere con i tuoi occhi di cosa parleremo in questo articolo, trovi qui il nostro travel vlog dedicato all’esplorazione di Chongqing.
Questa è la prima parte della nostra guida di viaggio su Chongqing. Trovi nel nostro blog anche le altre tre parti, per esplorare fino in fondo questa città con noi.
Per orientarti meglio, trovi qui sotto un breve riassunto dei temi trattati in ciascuna parte:
Prima parte: la bellezza stramba di Chongqing, tra fiumi, montagne e bunker
Seconda parte: la vita locale e i sapori di Chongqing
Terza parte: Chongqing, la città a otto dimensioni
Quarta parte: il vecchio, il nuovo e il selvaggio di Chongqing
E per altre idee di esplorazione in Cina, puoi sfogliare il nostro catalogo regionale di viaggi privati personalizzabili.
Il territorio e la città

Chongqing è una delle quattro municipalità autonome della Cina: un territorio immenso che si estende su ben 82.000 chilometri quadrati (quanto l’intera Austria) e che conta una popolazione complessiva che supera i 32 milioni di abitanti. Il suo cuore pulsante sorge arroccato su uno sperone roccioso, stretto nella spettacolare confluenza tra il maestoso Fiume Azzurro (Yangtze) e il fiume Jialing. Proprio questa conformazione topografica tortuosa è valsa a Chongqing la nomea di città in 8D (otto dimensioni), il che – non senza una certa esagerazione figlia di un astuto marketing e dei social media – riflette comunque il carattere peculiare di questa megalopoli sui generis.
In passato, proprio perché protetta dalle montagne, nonché trovandosi lontana dalla costa, fu scelta come sede dal governo nazionalista cinese dopo la caduta di Nanchino, durante la seconda guerra sino-giapponese. In risposta, i giapponesi sottoposero Chongqing a massicci bombardamenti che durarono dal 1938 al 1943, sottoponendo la città e i suoi abitanti a una prova durissima.
I bunker e i cunicoli nelle montagne

A testimonianza di questa dolorosa fase storica, oggi Chongqing conserva ancora tra i mille e i mille e seicento cunicoli e bunker, scavati direttamente nelle montagne e molto spesso tra loro interconnessi, che furono utilizzati dalla popolazione per sopravvivere ai bombardamenti.
Durante la nostra ultima visita a Chongqing, abbiamo visitato il bunker storico che si trova nascosto nel distretto centrale di Yuzhong, non lontano da Shibati. Per soli 15 RMB (circa 2 EUR), è possibile fare un’esperienza davvero speciale: non appena si entra all’interno del bunker, la temperatura scende e ci si ritrova avvolti da un’umidità spessa. Le pareti, letteralmente, grondano, come se stessero sudando, e la luce gialla delle lampade è offuscata dalla nebbia e dai vapori creati dall’umidità. In un secondo diventa facile immaginare il passato, che riprende vita con forza nel cuore grigio della montagna.
Ma non tutti i bunker sono conservati intonsi con intento, diciamo, museale. Infatti, una delle cose che più ci piace di Chongqing, e che riflette lo spirito adattivo di questa città, è il fatto che molti dei bunker sono stati oggi reintegrati nella vita quotidiana, essendo stati trasformati in tea house, ristoranti hot pot e persino in dei vivacissimi mercati.
E se sei appassionato di storia, ti consigliamo di aggiungere alla visita dei bunker di Chongqing anche quella di uno dei monumenti più simbolici della città, il Jiefangbei (il Monumento alla Liberazione), situato al centro dell’omonima piazza pedonale. Questa torre, originariamente costruita in legno nel 1941 e successivamente ricostruita in pietra, celebra la vittoria della Cina nella seconda guerra mondiale e la liberazione dal giogo coloniale. Quando ti troverai di fronte ad esso, circondato dai grattacieli, stupisciti per un momento a pensare che, fino a qualche decennio fa, proprio quel monumento che ora è la struttura più bassa, torreggiava su tutti gli edifici circostanti.
Il Mercato della Grotta

Consigliatissimo da visitare è il «mercato-grotta» accessibile direttamente tramite la Linea 4 della metropolitana (fermata Hongtudi), che si trova all’interno di un bunker profondissimo, dove potrai osservare le vivaci dinamiche dei locali, intenti a vendere e comprare senza sosta. Fai in modo di arrivare prima delle 11:00, perché a quest’ora il mercato inizia a essere smantellato, e i contadini che ne costituiscono il cuore pulsante iniziano a tornare verso le loro abitazioni – le quali possono anche trovarsi a molta distanza da Chongqing. Una nota pratica: il mercato non si tiene tutti i giorni. Al momento in cui scriviamo questa guida, è possibile visitarlo nei giorni del calendario che finiscono con le cifre 0, 3, 6.
Ti raccontiamo ora un po’ la sua storia, perché è davvero toccante: in considerazione del fatto che molti dei contadini che animano il mercato arrivano da lontano, sono anziani e trasportano carichi molto pesanti, il governo ha consentito loro libero accesso alla linea metropolitana che conduce al bunker-mercato, la quale ha persino adattato i propri orari introducendo corse particolarmente mattiniere. Inoltre, anche il personale della metro è sempre ingaggiato in attività di supporto in favore di questi infaticabili lavoratori, che sono diventati un vero e proprio simbolo della città di Chongqing e, talvolta, gli organizzatori del mercato offrono loro un hot pot per ristorarli dei loro sforzi.
Proprio in onore delle ceste tradizionali che i contadini si caricano sulle spalle per trasportare i loro prodotti, questo mercato è anche chiamato dai locali «il mercato delle ceste» (Beilou Zhuanxian). Visitandolo, noterai proprio dirimpetto all’entrata del bunker una torre composta proprio da centinaia di ceste di bambù intrecciate, eretta come un monumento spontaneo e fiero alla cultura rurale e al lavoro di questa comunità.
Continua a esplorare Chongqing insieme a Ink Voyages nella seconda parte, dove lasciamo alle spalle i bunker per immergerci nell’anima autentica di questa città, tra quartieri di montagna, hot pot e tradizionali case da tè.
Leggi la Parte 2: Vita locale, hot pot e case da tè a Chongqing.




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