Cosa c’è di Autentico in Cina? | Guida per Viaggiatori Accorti
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Quando si viaggia in Cina, una delle questioni più importanti e sottovalutate da considerare nella creazione del proprio itinerario di viaggio è quella dell’esperienza turistica in quanto tale.
Questo significa che, quando si compone un itinerario per la Cina, non basta chiedersi: che cosa vado a vedere? Occorre anche chiedersi: che tipo di esperienza turistica è inclusa nella visita di quel dato posto?
La distinzione è tutt’altro che astratta e trascurare questa domanda può avere un impatto negativo sul viaggio. Parlando con una persona che aveva recentemente fatto un viaggio indipendente in Cina con sua moglie e due bambini piccoli, con riferimento a Zhangjiajie, ci ha detto:
«Le montagne sono belle, molto belle. Però non fa per me… non mi sembrava neanche di stare in montagna, con scale, passerelle, shuttle bus e ascensori dappertutto».
Per approfondire altri aspetti utili nell’organizzazione di un viaggio in Cina, ti suggeriamo anche la lettura dei nostri articoli su «Come Viaggiare in Cina» e «10 Consigli per Pianificare il tuo Viaggio in Cina».
Il “come” si visita conta quanto il “che cosa”

Ecco dunque che la domanda relativa al tipo di esperienza turistica che accompagna una determinata destinazione diventa essenziale per orientare le proprie scelte di viaggio. Il “come” si visita qualcosa diventa altrettanto importante del “che cosa” si visita, si potrebbe sostenere.
L’incontro con la realtà dei principali luoghi turistici in Cina può creare un disallineamento con le aspettative del viaggiatore impreparato, che può infine rimanere scontento, senza che sia colpa né degli uni né dell’altro. Il problema, infatti, non è delle passerelle di Zhangjiajie, né di chi preferisce i sentieri di montagna a queste ultime.
Un ascensore come il Bailong, che sfreccia dai piedi delle montagne fino alla vetta in soli 66 secondi per una salita di 326 metri, può essere un’esperienza spettacolare per chi ama stupirsi di fronte alle prodezze ingegneristiche della Cina, così come può rompere l’incanto per chi si aspettava di incontrare il mondo incontaminato di Pandora.
La soluzione sta dunque nell’orientare le proprie scelte di viaggio in base ai propri gusti: qualcosa di molto ovvio e semplice in teoria, ma che può risultare complicato nella pratica.
Non si ha, infatti, a disposizione un’esperienza personale di cosa significhi visitare un certo luogo prima di esserci andati; si può essere circondati da feedback contrastanti, di conoscenti diretti o indiretti, rispetto a quella destinazione; e per di più si viene esposti a una quantità di contenuti social che cercano, ad ogni costo, di far apparire “sensazionale” anche ciò che è nella norma.
Che cosa significa davvero “Cina autentica”?

Come fare dunque per creare il proprio itinerario di viaggio in Cina?
Una persona che prende l’aereo per attraversare il mondo vuole tornare a casa con la soddisfazione di aver visto la “vera Cina”, la “Cina autentica”, come ci chiedono molti degli ospiti che viaggiano con noi di Ink Voyages.
Il nostro punto di vista su questo tipo di richiesta è diventato, con il tempo, meno categorico.
La Cina è infatti un Paese immenso, che si compone di molteplici mondi, contraddistinto da una diversità impressionante, che dischiude al visitatore un ventaglio di esperienze straordinariamente ampio e che può mostrare la propria autenticità in maniere tra loro molto diverse, e persino opposte.
In questo senso, è bene comprendere che andare in montagna per mezzo di un ascensore è di per sé “autenticamente” cinese, essendo uno dei modi attraverso cui la Cina manifesta uno dei suoi tratti più fieri: la capacità di costruire l’impossibile, di realizzare l’irrealizzabile, di rendere accessibili luoghi altrimenti inaccessibili a chiunque.
Questo fa parte della “vera Cina”, che, di fronte alle montagne di Avatar, ti mostra ospitalità e accoglienza riducendo al massimo lo sforzo fisico quando le visiti. Può piacere, può non piacere. L’importante è sapere cosa ci si aspetta.
Allo stesso modo, ritrovarsi nel bel mezzo di una prateria e dormire in una yurta di nomadi di etnia mongola, circondato soltanto dal nero della notte e dal loro bestiame, oppure fare trekking su un antico sentiero dimenticato dell’Antica Via del Tè e dei Cavalli nello Yunnan, a strapiombo sulle acque color giada del fiume Jinsha, è un’esperienza autenticamente cinese.
Furong e Wangxian: l’autenticità dello Xianxia

Questo punto di vista rispetto ai molteplici volti che l’autenticità può assumere può essere utilizzato anche in riferimento alle città e ai villaggi. Il concetto di “Ancient Town”, che viene ampiamente utilizzato in Cina, è perfetto per illustrare la pluralità di significati che il termine “autentico” può assumere.
Consideriamo, per esempio, Furong Ancient Town. Il visitatore che si trovasse a Furong aspettandosi di trovare un borgo storico perfettamente conservato resterebbe deluso. La parte storica di Furong è stata infatti fortemente rivisitata in chiave turistica e scenografica, tanto che, girando per la città, sembra di essere entrati in un parco tematico.
Questo vale ancora di più per Wangxian Valley, le cui attuali fattezze antiche sono state in gran parte costruite a partire dal 2012 all’interno di un progetto di riqualificazione, che ha fatto di Wangxian un vero e proprio villaggio per turisti. Al suo interno c’è letteralmente lo staff.
Eppure, anche queste rivisitazioni dell’antico in chiave spettacolare e scenografica, a nostro avviso, sono di per sé autenticamente cinesi e rappresentano proprio uno dei lati della “vera Cina”.
Esse manifestano infatti un’impronta estetica che è centrale nel modo cinese di approcciare il patrimonio culturale: questa spettacolarizzazione dell’antico richiama infatti un immaginario fortemente presente nella cultura cinese moderna – lo xianxia (仙侠) – un genere del fantasy associato agli immortali, alle arti marziali, alla magia e alle cosmologie tradizionali.
Non è forse questo un tratto anch’esso autentico della cultura locale?
A Ink Voyages preferiamo ribattezzare questo tipo di città con il termine “scenico”, che a nostro avviso le rappresenta meglio rispetto al termine “antico”.
Di quanto questo termine sia adeguato, ti puoi rendere facilmente conto visitando questi luoghi, in particolar modo la sera, quando le luci si accendono e le lanterne colorate trasportano il visitatore in un mondo fiabesco e ultraterreno.
Che sia di fronte alla cascata illuminata di Furong, oppure al chiaro della finta luna di Wangxian (sì, hanno costruito una luna finta a Wangxian), non potrai fare a meno di rimanere a bocca aperta per l’incanto.
L’autenticità dell’antico e delle tradizioni

In alternativa, se sei più interessato a un altro volto dell’autenticità cinese e a un tipo di turismo più esplorativo, dove il termine “antico” può essere applicato in modo più stringente, puoi visitare villaggi come Baoshan Stone Village, che si compone di case in pietra che emergono da una roccia a forma di fungo; Nuodeng, un insediamento millenario della minoranza Bai che fiorì grazie al commercio del sale; Zhiziluo, la città fantasma (o Città dei Ricordi) della gola del Nujiang, una città semiabbandonata di edifici di epoca socialista degli anni ’70-’80; oppure Wuli, nei pressi di Bingzhongluo, anche noto come il villaggio della nebbia, con le sue casette in legno ancora tradizionali.
Durante la nostra ultima visita a Wuli, abbiamo notato che stavano predisponendo la costruzione di alcune guesthouse, ma si tratta di luoghi rimasti ben preservati, che riescono ancora a comunicare una sensazione di “antichità”.
Ecco dunque che in questi luoghi si può entrare in contatto con un altro lato della “vera Cina”: quello delle minoranze etniche e delle loro tradizioni, quello delle terre di frontiera, delle antiche rotte commerciali, e di terrazze di riso secolari.
Considera che in Cina vi sono 56 gruppi etnici, inclusi gli Han, ciascuno portatore di tradizioni e culture specifiche, che coesistono sotto il vasto cielo della Terra di Mezzo (Zhong Guo, 中国), come i Cinesi chiamano il loro Paese.
Una Cina, molte forme di autenticità
Ci siamo dunque resi conto che la domanda relativa a che cosa sia autentico in Cina rischia di essere fuorviante e restrittiva.In effetti, la Cina è di per sé un caleidoscopio all’interno del quale l’autenticità si declina in modi variabili e diversificati.
In fin dei conti, dietro alla ricerca della “vera Cina”, molto spesso si trova la richiesta di un itinerario che sia autenticamente allineato ai gusti di chi viaggia.
Ed è dunque proprio questa una delle cose più importanti durante la pianificazione: capire non solo dove si vuole andare, ma anche che tipo di esperienza turistica è associata a quella destinazione. Il “come” si visita, non solamente il “che cosa”.
La vastità della Cina permette indubbiamente di soddisfare i gusti di ogni viaggiatore, a condizione di saperla interpretare.
Una nota importante, con cui ti lasciamo prima di augurarti buon viaggio: il fatto che esistano tante possibili declinazioni della «vera Cina» non significa che tutto ciò che sia, a suo modo, autentico sia anche necessariamente meritevole di essere visitato.
È infatti bene precisare che non tutti i parchi naturali cinesi dotati di ascensori, scale e passerelle al loro interno sono spettacolari come Zhangjiajie; non tutte le città sceniche della Cina sono mozzafiato come Furong o Fenghuang; e non tutti i villaggi antichi conservano il fascino di Baoshan Stone Village o di Nuodeng.
Con quest’ultimo chiarimento, siamo arrivati alla fine dell’articolo. Speriamo che questa guida possa esserti d’aiuto per pianificare in modo accorto il tuo prossimo viaggio in Cina, e, se stai cercando ispirazione per il tuo viaggio, puoi anche esplorare qui il nostro catalogo di itinerari consigliati.




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