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Viaggio a Longmoye: Dove Gli Spiriti si Adunano

La storia di Longmoye è tanto affascinante quanto sanguinosa: dove oggi si vedono teschi di bue fissati in cima a pali di legno conficcati nel terreno, un tempo si ergevano teschi umani.


Viaggio a Longmoye: Dove Gli Spiriti si Adunano

Indice

Il Popolo Wa, le Cacce all’Uomo e gli Spiriti della Natura

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Secondo noi di Ink Voyages, non serve fare ricorso all’immaginazione per immergersi nella sacralità inquietante di Longmoye. Una scalinata di pietra scura, lunga e dissuasiva, è la prima prova da superare per essere ammessi al cospetto degli spiriti.

In cima alla scalinata si trova un primo altare, con un teschio di bue che ti attende e che ha scrutato dalla profondità delle sue orbite vuote la tua salita. È solo un simbolo premonitore di quello che ti sta aspettando, se deciderai di procedere lungo il cammino di Longmoye…

Nella lingua locale del popolo Wa, “long” significa “spirito” e “moye” significa “adunanza”. Longmoye è dunque il luogo per eccellenza dove gli spiriti si adunano, e presso il quale la minoranza Wa ha eseguito per secoli sacrifici propiziatori.

La minoranza Wa è tuttora costituita da 430.000 individui in Cina (oltre un milione includendo i Wa che vivono in Myanmar), principalmente concentrati in Yunnan, nella Cina sud-occidentale, al confine con il Myanmar.

La storia di Longmoye è tanto affascinante quanto sanguinosa: sappi che, al posto dei teschi di bue attaccati all’estremità di pali piantati nel terreno, vi erano teschi umani fino almeno al 1958 (questo è infatti l’anno dell’ultima caccia all’uomo su larga scala, prima della riforma imposta dal governo cinese).

Il destino di chi veniva fatto prigioniero dal popolo Wa non era decisamente invidiabile… A coloro che venivano fatti prigionieri nel corso delle cacce all’uomo, o durante i conflitti, spettava infatti di diventare il tramite con il mondo degli spiriti. Il prezzo di questa mediazione era poi la loro stessa vita.

È interessante sapere che i cacciatori di teste non sceglievano inoltre le loro vittime sacrificali a caso, bensì preferivano coloro che avevano barba e capelli lunghi, poiché vedevano proprio in questi ultimi la manifestazione di una maggiore capacità di connessione con il regno degli spiriti.

Dai Teschi d’Uomini ai Teschi di Bue

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Se ora stai considerando di raderti e rasarti prima di visitare Longmoye, ti possiamo confermare che non ce n’è bisogno! E, in generale, non è in alcun modo un luogo pericoloso.

Il processo di edulcorazione di queste pratiche sacrificali è iniziato parecchi decenni fa e, come dicevamo, è stato ufficializzato nel 1958 per mezzo di una riforma che ha imposto la sostituzione dei teschi umani con quelli di bue.

In aggiunta a questo cambiamento, in occasione delle celebrazioni che si svolgono tuttora a Longmoye, al sacrificio animale tende ormai a essere preferito quello vegetale, cosicché agli spiriti vengono offerte frutta e verdura su altari che un tempo conobbero tutt’altro tipo di doni.

Se dunque prosegui oltre la scalinata di cui parlavamo e ti addentri sul sentiero di pietra che si snoda davanti a te, entrerai più in profondità nella montagna. A un certo punto, noterai spuntare i primi pali tra le fronde e vedrai le orbite vuote dei teschi di bue che ti osservano mentre continui ad avanzare.

L’intensità di questo luogo ti farà dimenticare di aver dovuto pagare un biglietto per entrare (30 RMB / circa 3,5 euro). Infatti, nel momento in cui si è al cospetto di Longmoye e della costellazione di teschi di bue sopra i pali, appesi alle pareti rocciose o disseminati lungo il corso del ruscello — le cui acque un tempo si impregnavano di rosso — non ci si sente per nulla all’interno di un’attrazione turistica, bensì al cospetto di un luogo speciale, capace di emanare una spiritualità avvolgente, attraverso cui è possibile percepire in modo nitido il pulsare di rituali antichi e di credenze che tuttora sopravvivono nel sostrato culturale della minoranza Wa.

Se lo spettacolo dei teschi non ti ha scoraggiato, per un’esperienza ancora più immersiva puoi considerare di provare a risalire il ruscello. Ti stupirai di vedere quanto in profondità arrivano i pali incoronati dai teschi. In tal caso, fai attenzione: il terreno è davvero scivoloso, le pietre sono bagnate e c’è davvero il rischio di cadere. È emozionante risalire il ruscello, per cui ci sentiamo tanto di consigliartelo quanto di invitarti a essere cauto.

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Uscendo dal sito sacro, ti sentirai progressivamente alleggerito. Puoi decidere di procedere su delle passerelle che sono state disposte intorno a un lago situato nel centro di quest’area: sia quella di destra che quella di sinistra ti condurranno all’uscita. Il lago e la passeggiata ti accompagneranno anche, passo dopo passo, dal regno degli spiriti a quello degli uomini.

Per approfondire la conoscenza di questa regione, puoi leggere qui la nostra guida di viaggio allo Yunnan. E, per ulteriori scoperte, puoi anche esplorare il nostro catalogo di viaggi personalizzati in Cina.

Una Cultura Viva, tra Simboli e Usanze

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Oltre a Longmoye, quello che ci piace molto di quest’area è anche la contea in cui è situata: Ximeng. Quello che noterai passeggiando per le sue vie è la presenza diffusa di simboli che rappresentano il teschio di un bue: sui tombini, in cima ai lampioni, sui muri delle case, come effigie sopra alcuni negozi, ecc.

Questo ti darà la sensazione di una cultura viva, che si nutre attivamente delle tradizioni ed è in costante dialogo con il passato senza per questo diventare museale.

Durante la nostra ultima visita, abbiamo anche avuto la fortuna di assistere a un matrimonio: lo sposo e la sposa, vestiti in abiti tradizionali, si sono riuniti di fronte all’ingresso di Longmoye. Al centro della piazza vi è una sorta di altare (un totem disposto orizzontalmente, appoggiato sopra a un sostegno in legno), davanti al quale sono state scattate le foto di rito.

Lo sposo reggeva anche due cilindri/totem in legno, che a un certo punto ha posizionato sopra la testa, quasi congiungendone le estremità, che ci sono sembrati un evidente richiamo alle corna del bue.

L’importanza del bue per la cultura Wa — come è ormai chiaro — è determinante: in questo animale, il popolo Wa vede infatti un simbolo che rappresenta forza, benessere e prosperità. Attraverso il suo sacrificio, essi mostravano devozione e rispetto nei confronti degli spiriti della natura, ai quali rivolgevano — e tuttora continuano a rivolgere — le loro preghiere.

Con la promessa che non correrai alcun rischio e che non assisterai alla decapitazione di alcun bue, speriamo di averti incuriosito a sufficienza per un’esplorazione del sud dello Yunnan.

Da Ink Voyages, restiamo a disposizione per aiutarti a pianificare il tuo viaggio personalizzato in Cina e ti auguriamo il meglio per le tue prossime avventure!